STAGIONE DI PASSAGGIO:
http://cverdier.blogspot.com/2007/11/renato-pareti-stagione-di-passaggio.html
17 novembre 2007
Questa
volta un ospite d'eccezione: Renato Pareti. Dopo l'intervista a Hit
Parade Italia, è ospite del blog per parlarci del suo lp STAGIONE DI
PASSAGGIO.
Qualsiasi cosa direi io non sarebbe mai interessante quanto sentirlo
dalla viva voce (o parole, in questo caso) del bravo Renato.
Ecco quindi, una recensione speciale scritta appositamente per voi:
Carissimi naufraghi della musica,
prima di parlarvi di “Stagione di Passaggio” vorrei farvi leggere ciò
che mi ha scritto un signore che non conosco di nome Paolo (il cui
cognome non metto per ovvie ragioni), il quale mi ha chiesto dove
poteva trovare il cd di questo album la cui copia in vinile sta ormai
soffrendo assai. Gli ho risposto che non esiste e lui mi ha inviato
questa mail:
Gentilissimo Renato,
se penso quanta mediocrità del passato è stata rimasterizzata e
riproposta ai giorni nostri, c'è da essere seriamente preoccupati
sulla salute mentale e sulle competenze di marketing di chi, tra i
dirigenti delle case discografiche. decide che non è di interesse, per
il pubblico e per le casse dell'azienda, ristampare in digitale un
album come "Stagione di passaggio".
A furia di sentirlo,sempre con moltissimo piacere, dopo più di
trent'anni il mio LP si è ormai "assotigliato" al punto che è divenuto
quasi inascoltabile, nonostante gli abbia sempre dedicato la massima
cura ed i giradischi e testine più sofisticati; e come me ce ne sono
molti altri.
Le sarei molto grato se serbasse da qualche parte il mio indirizzo
e-mail e mi desse "un fischio" se qualcuno della Polydor si svegliasse
dal coma e decidesse un giorno il Grande Passo...
Con stima e ammirazione
Paolo
Sarebbe davvero bello se tutti quelli che si troveranno d’accordo dopo
la presentazione facessero sentire la propria voce all’Universal,
attraverso il blog; magari potrebbe succedere il miracolo di vederlo
su cd dopo 35 anni dalla sua nascita. Dio come mi piacerebbe!
Perché “Stagione di passaggio” è davvero un bell’album di concetto,
composto con sincerità assoluta, come si faceva ai tempi in cui il
marketing non imponeva le sue regole.
Come dice il titolo stesso, in esso vengono descritte diverse
situazioni di passaggio in cui viene a trovarsi una coppia in un
momento di crisi. Bello è lasciarsi andare ad un sogno in prospettiva
forse non realizzabile e bello è ricordarsi di ciò che si ha.
E’ un album tra realtà e fantasia che viene teneramente riassunto
nell’ultima canzone”Vuoi star con me” dove c’è la presa di coscienza
della realtà.
Raccontai i miei tormenti, le mie inquietudini, i miei dubbi a Roberto
Vecchioni, col quale vivevo praticamente da mattina a sera e seppe
straordinariamente mettere in versi i miei stati d’animo.
Mi accorgo che già da allora tutti i tentativi di fuga verso un’altra
dimensione si vanificavano nella paura, che è un po’ stata la
caratteristica di tutta la mia vita.
Diviso a metà, esattamente al 50 per cento dall’inizio della mia vita.
Ancora oggi, dopo così tanti anni devo convivere con due persone
diametralmente opposte e, credetemi: è una fatica che sfianca. Ma così
sono e così mi devo accettare. Forse sta proprio in questo la bellezza
della mia naturale unicità.
Ciao
Renato Pareti
STAGIONE DI PASSAGGIO (1974)
1 Una giornata per andare via (R.Vecchioni - R. Pareti)
2 Stagione di passaggio (R.Vecchioni - R. Pareti)
3 Tre case (R.Vecchioni - R. Pareti)
4 California (R.Vecchioni - R. Pareti)
5 Ama dunque ( R. Pareti)
6 Far l'amore parlando d'altro (R.Vecchioni - R. Pareti)
7 Dorme la luna nel suo sacco a pelo (R. Pareti)
8 Jane ( R. Vecchioni - R. Pareti)
9 Bye bye (R.Vecchioni - R. Pareti)
10 Vuoi star con me (R.Vecchioni - R. Pareti)
Arrangiamenti: Paki Canzi e Mauro Paoluzzi
Pubblicato da Verdier il Vampiro a 1.23
INTERVISTA A RENATO PARETI ( novembre 2007)
( a cura di Christian Calabrese & Chartitalia )
Ci siamo incrociati con Renato Pareti piuttosto casualmente. Abbiamo
subito pensato ad una intervista: Renato è uno degli autori che ci
piacciono di più in assoluto e come interprete riteniamo che non sia
stato apprezzato quanto invece sarebbe stato giusto. Renato è anche
uno dei membri dell'assemblea SIAE ed abbiamo voluto raccogliere il
suo parere su alcuni aspetti "scottanti" dell'attuale rapporto tra
pubblico ed autori. E' nata così questa intervista a 6 mani che
speriamo serva a far meglio conoscere uno degli autori più importanti
della musica popolare italiana.
Allora, Renato, vorresti raccontare ai
nostri lettori quando hai iniziato e, soprattutto, che cosa ti ha
spinto a farlo? Quali sono stati i tuoi punti di riferimento e perchè.
Ho iniziato a 4 anni quando mio papà mi regalò, a Natale, una
fisarmonica a 8 bassi. Mi spiegò i movimenti che bisognava fare e io
suonai subito, ad orecchio, "Marinerito" una canzone in voga allora.
Fino a sedici anni ho sempre creduto che comporre fosse naturale per
tutti, come respirare. Infatti, mentre cercavo i funghi nel bosco,
anziché pregare il Buon Dio affinché me ne facesse trovare tanti,
canticchiavo l'Ave Maria, il Padre Nostro, sempre in modo diverso,
facendo ridere anche i miei cugini che erano con me. Poi invece capii
che non tutti erano in grado di creare melodie e cominciai a sentirmi,
in qualche modo … diverso. Credo che quello fu il mio primo incontro
con il grande dono dell' "unicità". Avevo compreso pienamente che non
siamo tutti uguali, ma tutti diversi, meravigliosamente unici sotto lo
stesso cielo. Quando ti rendi conto di questo, hai due possibilità:
rendere conto a te stesso e quindi scegliere la libertà di essere o
rendere conto agli altri e diventare schiavo per sempre. Scelsi la
libertà.
La tua lunga collaborazione con Roberto
Vecchioni: come l'hai conosciuto? In che occasione è iniziata?
Ho conosciuto Roberto a Linate, durante il servizio militare. Lui era
già nel giro della musica ed avevo avuto modo di apprezzare in
precedenza alcune sue canzoni, tipo "Sera" cantata dalla Cinquetti o
"Tu non meritavi una canzone", cantata da Fausto Leali. Gli feci
ascoltare le mie composizioni nella cappella dell'aeroporto
accompagnandomi con l'organo. Si entusiasmò e mi promise
collaborazione una volta terminata la leva, cosa che puntualmente
fece.
A differenza di Vecchioni, nei tuoi brani come inteprete non ti sei
mai discostato troppo (o in maniera definitiva) dal materiale che
scrivevi per altri (se si esclude qualche brano e il LP "Stagioni Di
Passaggio"). Nel senso che tu non eri (e non sei) quello che si
vergogna di dire di aver scritto canzoni per complessi e cantanti di
un certo tipo.
Mi chiedo con quale coraggio potrei vergognarmi dell'aspetto più
sincero e popolare della mia unicità!!! Canzoni come "Donna Felicità",
"Singapore" portano con sé l'emozione dell'allegria, della
spontaneità, della semplicità: tutte qualità straordinarie del vivere
bene. Anzi, colgo l'occasione per ringraziare per l'ennesima volta i
gruppi che me le hanno cantate, di cui sono ancora amico e che
incontro spesso. Tu mi dici: "a differenza di Vecchioni …" E io ti
ripeto:- meno male che siamo tutti diversi, altrimenti che noiosità
sarebbe questo mondo? Anche quando canto le mie canzoni più seriose
che gli altri non conoscono sono la stessa persona che compone e canta
Donna Felicità, un po' come succede nella vita di tutti i giorni: una
mattina sei incazzato e rispondi male a tutti, mentre l'altra sei
sereno e tutto ti sembra rosa. La musica è espressione di ciò che si
è, nulla più.
Hai anche scritto molte canzoni con un
nostro amico in comune, Paolo Limiti. Era molto diverso (come
impostazione professionale e nei confronti della vita) rispetto a
Roberto Vecchioni?
Ho frequentato poco Paolo rispetto a Roberto; mentre con quest'ultimo
c'era anche una vita insieme (è stato testimone alle mie nozze), col
primo solo appuntamenti di lavoro. Posso però aggiungere che è un gran
professionista, una persona molto simpatica, garbata e di buon gusto.
Con Roberto, invece, le canzoni nascevano da sole: si stava parlando
di qualche cosa e, automaticamente, mi veniva una melodia che lui
"parolava" immediatamente. In cinque anni di frequentazione abbiamo
composto più di 50 canzoni insieme. Ve ne sono ancora alcune che non
sono mai state editate. Penso che i nostri fiori all'occhiello siano
l'album: "Stasera clown" per i Nuovi Angeli che è stato rimasterizzato
lo scorso anno dall'Universal, "Stagione di passaggio" interpretato da
me e la sua splendida "Luci a San Siro" che io produssi ed arrangiai
assieme ai suoi primi tre album.
Mi parli dei Raccomandati? Nel gruppo
c'era un giovane Alberto Fortis. Com'era nato il gruppo (se te lo
ricordi) e per volere di chi?
Non mi ricordo sinceramente come nacque il gruppo, ma mi ricordo bene
di Alberto che ogni tanto rivedo con piacere. Il loro primo singolo
"Ciliegie ciliegie" fu trasmessissimo da Alto Gradimento, ma non ebbe
successo. Un po' di più si fece notare il secondo ed ultimo singolo:
"Fabbrica di fiori". Alberto faceva il batterista del gruppo ed aveva
sì e no 14 anni.
Una cosa mi ha sempre incuriosito: perchè lavoravi come un matto per
la Ri.Fi e come cantante hai inciso prima per la Ducale e poi per la
Polydor?
Non me lo sono mai chiesto …
A proposito della Ducale, il tuo primo
singolo (IL PUDORE/RITRATTO DI EVA) molto bello, non ebbe il successo
che forse ti saresti aspettato. Colpa della Ducale o colpa.....?
Davvero bella quella canzone! Qualche giorno che mi gira, la rifaccio
e la ritiro fuori; ce ne sono tante che vorrei ricantare … No, non
colpa della Ducale, ma dei programmatori Rai che non la ritennero
degna di trasmissione e quindi non fu promozionata. E' un po' lo
scotto che si deve pagare quando sei un iniziando.
Il tuo secondo 45 giri, LA MOSCA, era
veramente carino, e tanto. Intelligente, scanzonato e tipicamente
adatto per la stagione estiva. Non ha venduto granché ma si è sentito
tantissimo. Che ricordi hai di quel pezzo?
Belli e brutti. Belli perché era davvero avveniristico come pezzo … un
po' alla Woody Allen. Brutti perché dovetti cantarlo in sala
d'incisione la settimana dopo che morì mia mamma a soli 46 anni.
Chiuso nello stanzino col microfono davanti scoppiavo spesso a
piangere e non riuscivo ad ultimare il canto.
Ad un componente del nostro team piaceva
molto (e piace ancora) il tuo terzo singolo: DORME LA LUNA NEL SUO
SACCO A PELO. Molto delicato ed introspettivo. Ricorda un pò le
melodie tipiche di certi cantautori americani degli anni settanta...
Pura west-coast, dillo francamente. Durante la mia vita musicale sono
stati tre i fenomeni che mi hanno influenzato di più: su tutti i
Beatles (genio infinito), la west-coast e Barry White con la sua
straordinaria disco music.
Poi due bellissimi dischi con il
passaggio alla Polydor: il long playing STAGIONI DI PASSAGGIO e il
singolo iscritto al festivalbar 1975 CHI SARA'. Due cose molto diverse
tra di loro. Il primo lo definirei un lavoro di meditazione , il
secondo un divertissment di ottimo livello. Anzi, gli arrangiamenti di
CHI SARA' erano a dir poco strepitosi. Cosa ci puoi dire di questi
dischi?
"Stagione di passaggio" è, a parer mio, l'album più riuscito. Per quel
che riguarda "Chi sarà" … l'ho sempre ritenuta la mia canzone più
brutta, pensa un po' come i gusti classificano diversamente le cose!
Di quella composizione salvo soltanto l'arrangiamento di Shell
Shapiro. L'album, invece, aveva delle canzoni buone come "Là", "Un po'
d'aria", "C'era un fiume" che continuavano il discorso intrapreso
nell'album precedente.
Ho dato un' occhiata al tuo sito
ufficiale. A me sembra che tu abbia voluto dare più spazio alle
canzoni scritte per altri rispetto a quelle intepretate da te. In
homepage c'è BELLA DA MORIRE, che nonostante sia una bella canzone
(adesso poi si tende a rivalutare tutto rispetto al vuoto pneumatico
che ci gira intorno) non regge il confronto con altre tue composizioni
scritte e cantate da te.
C'è "bella da morire" perché compie trent'anni di successo e, col
vuoto pneumatico che dici tu, scusa se è poco. Tuttavia, se vai nella
sezione dedicata a Renato Pareti cantautore, scoprirai che c'è davvero
tutta la mia storia cantautorale con tanto di ascolto.
Ci sono delle canzoni che mi piacciono
più di altre: io faccio una mia lista personale (non necessariamente
in ordine di preferenza). Mi piacerebbe la facessi anche tu.
Per gli altri:
1. I PAZZI SONO FUORI (che poi sarebbe GIRAMONDO di Leonardo)
2. PECOS BILL
3. CAROVANA
4. BELLA IDEA
5. COME SI CAMBIA (anche se non sopporto la Mannoia)
6 ANNA DA DIMENTICARE
7 SINGAPORE (forse in molti non hanno capito il senso del testo e
credono si tratti di una cosa in stile FIN CHE LA BARCA VA)
Tra le tue "tue":
1. CHI SARA'
2. MA TI RICORDI MAMMA
3. IL PUDORE (CHE ERA IL MIO VESTITO)
4. STAGIONE DI PASSAGGIO
5. JENNY
6. UN ALTRO CIELO
7. LA MOSCA (ma i primi tre album sono belli dall'inizio alla fine)
Per altri:
- ANNA DA DIMENTICARE
- BELLA DA MORIRE
- DOLCEMENTE BAMBINA
- DONNA FELICITÀ
- IO E TE
- PECOS BILL
- IL TOPO CON GLI OCCHIALI
PER ME:
- LÀ
- FAR L'AMORE PARLANDO D'ALTRO
- DA DOMANI
- HO VISTO UN TRAM
- STASERA NON CI STO
- UN ALTRO CIELO
- PARLAMI ANCORA
Sinceramente, ti ritieni soddisfatto di
quel che hai avuto? O recrimini/rimpiangi qualcosa?
Essere soddisfatto pienamente di ciò che ho avuto nella musica? Forse
no. Potevo fare di più se avessi avuto un carattere meno casalingo e
orso, se avessi accondisceso a qualche compromesso, se … ma con i se
non si va da nessuna parte. Ognuno è quello che è e le scelte perfette
non esistono. Siamo umani e della mia umanità sono pienamente
soddisfatto.
Veniamo ad un tema "scottante": il
diritto d'autore nell'era di internet. Ritieni che le attuali leggi
siano adeguate?
No assolutamente. In Italia, poi ci siamo svegliati almeno 15 anni
dopo gli altri. A mio avviso, la Siae stava dormendo quando hanno
inventato i personal computer.
Cosa ne pensi delle modalità con cui la
RIAA sta affrontando la questione negli States?
Penso che nessun ente discografico mondiale fosse preparato al
rovescio della medaglia del digitale. All'inizio ci fecero quasi
rabbrividire la purezza del suono, l'assenza di fruscio, la
compattezza del prodotto, etc. Ma la musica si stava trasformando in
numeri facilmente trasferibili e l'avvento della rete ha fatto il
resto. Ora si cerca in qualche modo di riparare e fronteggiare una
situazione che sta sfuggendo di mano, ma si tratta di un interesse
economico ridicolo se paragonato ad altri. Mi viene da pensare cosa
potrebbe succedere se fosse possibile digitalizzare il petrolio!
V'immaginate tutti che scaricano gasolio gratuito da Emule? In men che
non si dica la rete verrebbe dichiarata pericolosa, velenosa,
assassina, terroristica ed il problema si risolverebbe con la sua
eliminazione.
Un gruppo di associazioni e comunità ha
recentemente inviato una lettera al presidente della Commissione
parlamentare per la revisione del diritto d'autore, evidenziando 10
punti secondo cui improntare la revisione. Il testo della lettera si
trova anche su Punto Informatico. Quali punti e condividi e quali ti
trovano contrario?
Lo stato, le istituzioni e la stessa discografia hanno da sempre fatto
in modo che la musica leggera non fosse vista come espressione di una
cultura popolare. I meriti se li sono sempre appioppati gli interpreti
e gli autori si sono trovati spesso davanti contratti capestro da
parte degli editori venendo così ad essere considerati come l'ultima
ruota del carro. Eppure una canzone può cambiarti la vita, può
risolverti un momento difficile, può "inputizzare" la nascita di un
figlio, aiutarti in un sacco di situazioni. Una canzone può
risvegliarti dal coma. Una canzone è un momento d'ispirazione di
un'unicità umana che non può prevedere quel che sarà ma che innesca un
meccanismo misterioso di comunicazione globale a cui troppo spesso
viene dato soltanto un valore economico laddove esso esista. La mia
risposta è che va assolutamente cambiato l'angolo di visione di questa
materia così complessa che si è voluto relegare al concetto di "cosa
economica". La musica è una forma straordinaria di cultura che va
rispettata con le stesse regole di un'opera pittorica, libraria,
architettonica. Va cambiato l'approccio politico che i vari governi
hanno avuto fino ad ora. Va cambiato lo Statuto della Siae, va
regolamentata la rete, ma non quella che pagano i fruitori, bensì
quella che amministrano le società telefoniche, la pubblicità ed altri
poteri che della musica intesa come cultura se ne strabattono
altamente, perché tutto ciò che non fa business non importa. D'altro
canto, un paese come il nostro che investe così poco sulla cultura dei
giovani che saranno la società del domani ha veramente poco da dare.
Lasciamoli ignoranti, così continuiamo a fare i cazzi nostri!
Dallo scorso 24 giugno fai parte dei 64
membri dell'assemblea SIAE, come rappresentante degli autori. Noi
siamo stati (e siamo) piuttosto critici con tale Istituzione, vedi, ad
es, il post " SIAE: ma quanto ci costi?". Tra l'altro, la popolarità
della SIAIE tra gli appassionati di musica sembra inversamente
proporzionale al livello di passione... Quali i motivi principali,
secondo te, di questa ostilità verso la SIAE?
Non sono del tutto d'accordo su quell'articolo che a mio avviso è un
po' demagogico. Sarebbe come acquistare una copia di una rivista o
della frutta e siccome la si è pagata la prima volta avere diritto
alle prossime dieci un acquisto scontato o gratis. Vallo a proporre ai
benzinai da cui ti rifornisci sempre. Forse non sai che su una copia
di canzone venduta, all'autore arrivano sì e no, nei casi di vendita
ad alto prezzo, 40 lire. A medio prezzo, quando ti va bene 10 lire.
Parlo in lire perché odio l'euro. Se decidi di vivere di musica come
fai? Non si fa un successo al mese e neanche all'anno per la maggior
parte dei compositori è così, credimi. La gente non sa un sacco di
cose. Se davvero uno è appassionato di musica come lo è un
collezionista di qualsiasi cosa, deve capire che se esistono certe
canzoni che lo hanno appassionato, gli autori delle stesse, in qualche
modo devono anche sopravvivere! A meno che ci si rifaccia a questo
tipo di società degli impuniti che stiamo vivendo, dove tutto è
giustificabile, dove di doveri non se ne parla mai, ma di diritti
SEMPRE! La Siae (che spesso si rivela inadeguata, sono io il primo a
dirlo) rappresenta un dovere per chi vanta diritti e, di conseguenza,
non può essere simpatica alla gente.
Qualche settimana fa un nostro collaboratore, Gianluca Navarrini,
prendendo spunto da una discussione sul nostro blog, ha scritto un
eccellente articolo a proposito della licenza SIAE per le webradio. Ci
piacerebbe un tuo parere sulla questione e se le considerazioni di
Gianluca sono peregrine o ritieni che abbiano un fondamento.
Essere membro dell'Assemblea Siae significa rappresentare gli autori e
fare proposte al consiglio d'amministrazione, affinchè deliberi. Solo
in occasione dell'ultima Assemblea, ahimè (29 ottobre 2007 ), sono
state nominate le varie commissioni che dovranno dibattere assieme ad
altri, il tema in questione. Non conosco nello specifico la legge che
regola le licenze web radio e, onestamente, non so darti una risposta
pur avendo trovato le considerazioni di Gianluca degne di attenzione.
Tu non hai idea di quante cose ci siano da modificare in Siae, la
quale per certi aspetti mi sconcerta. Era in previsione che parlassi
del repertorio online e dei relativi depositi proprio in occasione di
questa Assemblea, ma le votazioni sono state lunghe sino allo spasimo
e nelle varie ed eventuali è saltato fuori un argomento importante da
risolvere con la massima urgenza che mi ha costretto a rimandare il
mio intervento alla prossima che si terrà il 26 novembre. Non mancherò
di nominare il vostro portale ed evidenziare il bellissimo lavoro che
avete fatto. Fra l'altro, molti membri dell'Assemblea vi conoscono e
vi consultano frequentemente.
Tra i tanti modi per risolvere le
questioni legate al copyright, ve ne sono due che trovo agli estremi:
A) inasprire le sanzioni a chi trasgredisce le attuali normative e
blindare i contenuti con i DRM;
B) istituire una sorta di tassa per i consumatori (sul modello di
quella già esistente per i supporti di massa) da pagarsi magari con
l'abbonamento Internet stesso e che consenta ai consumatori di
scambiarsi liberamenti i contenuti senza scopo di lucro. Naturalmente
sarebbe poi la SIAE (o altro organismo appositamente creato) a
distribuire i proventi verso gli aventi diritto. Ipotizzando che non
ve ne siano altre, quale tra questi due estremi ritieni maggiormente
adeguato nell'era delle reti?
Sicuramente il secondo, anche se "il senza scopo di lucro" chi lo può
controllare dentro alle mura domestiche? Quando metto un mio contenuto
a disposizione della rete è come se lo regalassi al mondo intero. Come
faccio a controllare chi mi ama davvero e mi scarica per il gusto
personale di ascoltarmi, e chi invece mi potrebbe inserire in una
compilation da vendere in Cina da cui non prenderò mai un centesimo di
lira?
La SIAE è sempre stata ritenuta poco
trasparente nella gestione della redistribuzione dei proventi. Ritieni
che questa "riservatezza" faccia parte della missione stessa della
SIAE? In particolare nel settore musica. Mentre è possibile conoscere
con esattezza il numero di spettatori che hanno visto un film o quanti
uno spettacolo teatrale, è praticamente impossibile conoscere le copie
vendute da un disco, per non parlare del numero di esecuzioni di un
determinato brano. Eppure sono tutti dati che la SIAE detiene,
altimenti non si capisce come possa svolgere le sue funzioni di
ripartizione.
E' una domanda che non mi sono mai posto, anche perché i tabulati di
vendita li hanno solamente i discografici. Penso che non sia una
questione di riservatezza, ma di prudente trasparenza. Mi spiego
meglio: esce un disco di Baglioni e la sua etichetta acquista presso
la Siae 500000 bollini da applicare. Solo la casa discografica conosce
il reale venduto che, magari, è notevolmente inferiore ai bollini
acquistati. Ci saranno quindi dei resi se lo prevede il contratto con
la distribuzione. Ma non tutti i resi tornano al macero in una volta
sola … magari quel disco di Baglioni staziona nei vari autogrill per
10 anni. Come potrebbe dirti la Siae quanti dischi o cd o cassette ha
venduto realmente Baglioni?
La SIAE era nata senza la E, cioè era
nata per iniziativa sopratutto degli Autori, senza gli Editori che in
seguito l'avrebbero egemonizzata. Ritieni sia il caso di ritornare
alle origini e creare un organismo di rappresentanza degli autori
separato da quello degli editori. In altri termini, ti sembra che gli
interessi degli editori e quelli degli autori coincidano in questo
periodo storico?
No, non coincidono più da diverso tempo, purtroppo! Tanto è vero che
anch'io ho pensato ad una soluzione del genere. Tuttavia sarebbe
troppo complesso sino a che non si arrivi ad un'unità reale e coesa
degli autori che non sono mai stati uniti tra di loro, coltivando
ciascuno il proprio orticello. Sono ancora in molti, infatti ad avere
interessi in comune con le multinazionali che a loro volta hanno le
proprie edizioni. Quindi temo che sarà difficile avere per noi stessi
un ente che tuteli solo i nostri interessi e che si preoccupi della
fonte della cultura musicale.
Ti è piaciuta l'intervista? Puoi dirlo
chiaramente... dai - anzi - un voto agli intervistaori!
Sì, l'intervista mi è piaciuta anche se mi ha tenuto al computer per
due ore. E dò un dieci agli intervistatori che con le loro domande
hanno dimostrato di conoscere la materia su cui mi hanno intervistato.
Cosa vorresti dire al pubblico di
HitParadeItalia e a quello "passeggero" che si fermerà a leggere
questa intervista?
Quando leggete o sentite parlare di un argomento come la musica ed i
suoi doveri-diritti connessi, cercate di approfondire bene; qualche
volta ci sono verità diverse o impreviste. Nessuno ha la perfezione in
mano, ma insieme possiamo aiutarci a fare di meglio.br /
Un sorriso da Renato Pareti.
Grazie a Renato per la splendida
intervista che ci ha regalato. Potete approfondire la sua conoscenza e
contattarlo direttamente visitando le pagine del suo ricchissimo sito
personale: www.renatopareti.it
Christian Calabrese & Chartitalia