Per arrivare a Milano niente traffico: viva
l’estate!
Sul set sono già tutti in fermento quando arrivo e, in pochissimo tempo,
sono vestito, truccato, pettinato, pronto per girare.
Carlo Vanzina è serioso come sempre, educato, di poche parole, mai un
attimo di tregua.
Solo quando ci fermiamo per il pranzo ho occasione di chiacchierare un po’
con lui. Siamo soli sul camper e mi spiega, con dovizia di particolari,
come realizza i suoi film, partendo dalla sceneggiatura, che di solito
scrive assieme al fratello, sino ad arrivare al montaggio.
Ogni tanto fa qualche riferimento a Steno, suo padre, per poi scivolare su
piccoli dettagli riguardanti la sua famiglia.
Io gli racconto a mia volta di papà, della mia musica e l’ora di pausa
vola via.
Nel pomeriggio c’è la scena del cazzotto che mi devo beccare dal fidanzato
(nel film) di Martina Colombari.
Quest’ultima è davvero bella, simpatica e molto spontanea nella
recitazione.
Mi confida che il ruolo interpretato da me rappresenta un tipo di uomo che
detesta e sono d’accordo con lei.
Le dico anche che sono un milanista sfegatato e che apprezzo tanto suo
marito Billy e lei mi sorride. E’ proprio bella.
Il ciack, purtroppo si deve ripetere quattro o cinque volte per colpa mia.
Devo, infatti, spostarmi e cadere all’ultimo momento, quando cioè il pugno
è a pochi centimetri dalla mia mascella, ma l’istinto di conservazione mi
fa scansare appena lo vedo partire.
Alla fine ce la faccio e la scena risulta credibile.
Chissà nel montaggio come verrà?
Carlo mi ha spiegato che uniscono due angolazioni diverse e il risultato
fa sembrare che il cazzotto lo prendi davvero.
Mi hanno anche detto che, spesso e volentieri, queste scene le girano con
controfigure, per cui mi devo ritenere tranquillo e soddisfatto se alla
fine Vanzina ha detto:-va bene! Ok!