
Fu registrato presso lo studio G.R.S. di Milano,
il cui tecnico del suono era Bruno Malasoma, artefice dei migliori albums
di Lucio Battisti.
Gli arrangiamenti sono di Paki Canzi e Mauro Paoluzzi
che suonò anche le varie chitarre assieme ad Andrea Sacchi. Al basso
Antonio De Vecchi. Alla batteria e alle percussioni: Ottavio Corbellini.
Alle tastiere: Paki Canzi.
Come recita il titolo, segna uno dei miei
innumerevoli momenti di transizione. Roberto Vecchioni è stato
determinante per i testi che descrivono perfettamente la mia situazione
del momento. Fu come se fosse entrato nella mia anima; d'altronde, in quel
periodo eravamo davvero molto affiatati e amici.
E' sempre stato un mio
problema quello di voler cambiare ogni volta e, senza dubbio, è per questo
che non sono mai stato facilmente identificabile dal grande pubblico. Vige
una regola nel mondo della discografia:piccoli cambiamenti a piccoli
passi, altrimenti la gente non si ritrova più in quello che dici.
E' uno
tra i miei album preferiti e, se tornassi indietro non cambierei una
virgola. Fu una hit di "Supersonic", uno dei programmi Rai più seguiti dal
pubblico giovane e molto ben recensito dalla stampa.