Stava
prendendo piede sempre più la disco music. Mi affascinava moltissimo lo
stile di Barry White e quel suo modo di gestire l'orchestra a servizio del
ritmo. Ricordo che quello fu l'ultimo periodo in cui gli strumentisti
facevano i turni giorni e notte; tra poco sarebbe arrivata la house music
e molti di essi avrebbero dovuto cambiare mestiere. Combinare una melodia
larga con un ritmo serrato era una goduria. Far viaggiare i violini come
treni, abituati com'erano a fare spesso "tappeto" era davvero divertente.
Questa canzone andò bene, entrò in classifica al 19° posto e se la
contesero un po' tutti i programmi di punta, da Alto gradimento a
Supersonic. Gianni Boncompagni mi chiese anche la subedizione per i paesi
nordici.
Crediti: Registrazione Studio Trevisani - Tecnico del suono
Adalberto Trevisani - Arrangiamento di Sergio Parisini - Renato Pareti - Stampato nel 1974 da
Phonogram - Edizione Chappell
LA'
Parole di Renato Pareti
Musica di Renato Pareti
Là le colline s'infiammano.
Là brucia tutto chi sono io?
Là non si fanno più miracoli,
là è finito tutto il male mio.
Là non vorrei più tornare io,
là siamo stati felici noi,
là resta il tempo delle favole,
là tutto da dimenticare ... Dio!!
Ecco l'altro, ecco un uomo;
nasco un'altra volta io.
Quanto male, quanto bene fuori e dentro me!
Tu fammi credere ancora un po',
tu vieni piano nel cuore mio,
tu mi conosci e si chi sono io:
io sono quello che non va a New Jork.
Quanto male, quanto bene fuori e dentro me!
Tu fammi credere ancora un po',
tu vieni piano nel cuore mio,
tu mi conosci e si chi sono io:
io sono quello che non va a New Jork.
Vuoi
star con me (lato b) E' la conclusione del viaggio iniziato con "Stagione di
passaggio dopo essere passati attraverso "Far l'amore parlando d'altro".
E' una canzone che racconta il ritorno verso se stessi. Ha la stessa
strofa della canzone iniziale dell'album (Una giornata per andare via), ma
i ritornelli sono completamente diversi, a significare l'inizio e la fine
del viaggio: stati d'animo assolu-tamente contrari.
Roberto, come al solito fu strepitoso. Mi ricordo le nostre camminate sui
marciapiedi di Milano, i suoi sfoghi e le mie paure.
AAd ogni ritorno vivevamo una conferma in più della nostra amicizia.
Amicizia che ben presto si sarebbe disciolta senza motivi validi
apparenti.
Crediti:Registrazione Studio G.R.S - Tecnico del suono
Bruno Malasoma - Arrangiamento di Paki Canzi-Mauro Paoluzzi - Stampato nel 1974 da
Phonogram - Edizione Chappell - Chitarre: Andrea Sacchi/Mauro
Paoluzzi - Batteria: Ottavio Corbellini - Basso: Antonio De Vecchi -
Tastiere: Paki Canzi
VUOI STAR CON ME Parole di Roberto Vecchioni
Musica di Renato Pareti
Ora mi guardi come un clandestino,
qui nel tuo letto, spettatore
assente.
Io sto fumando per non dirti niente ...
ma che voglia avrei ...
di
una canzone per guardarti ancora
e dirti ancora che sei un'altra cosa:
il
vino dolce che non ha pretesa
di fare da champagne.
Vuoi star con me?
Questa notte piangerei ...
non è difficile se mi fai quegli occhi che mi
fai.
Grande così,
questa stanza non l'ho vista mai;
sembra impossibile,
ma
tu sai capirmi più di me.
Una canzone per guardarti ancora
come una volta
che bastava niente.
Il mio rimorso è sotto le coperte
e che voglia avrei
...
Vuoi star con me?
Questa notte parlerei
senza ascoltare me
come ho
sempre fatto e tu lo sai.
Grande così la mia vita non è stata mai!
Voglio
ballare qui,
subito stanotte insieme a te.