la mosca

Il pudore ch'era il mio vestito La mosca Dorme la luna nel suo sacco a pelo Stagione di passaggio Chi sarà Donna più donna Alba corallo Jenny Barbie Fino al collo Un altro cielo Zitta zitta Sopravvissuti
Fu una canzone di rottura per quei tempi. Il linguaggio del testo un po' alla Woody Allen, la musica un po' Gilbert O' Sullivan e un po' Beatles la rendevano impegnata e al tempo stesso commerciale. Se avesse avuto la possibilità di una buona promozione oltre al Disco Estate, probabilmente si sarebbe piazzata ai primi posti della classifica, ma non riuscii mai a promozionarla in TV e così rimase un potenziale successo. Tuttavia, quando la canto in serata, trovo ancora oggi molte persone che la ricordano e la canticchiano.
Fa parte del mio primo album "Dal mio lontano". Ne fece una versione in francese Gigliola Cinquetti dal titolo "Un Clune sur une eglise".

Crediti: Registrazione Studio Fonorama - Tecnico del suono Bruno Malasoma - Arrangiamento di Sergio Parisini - Stampato nel 1973 da Ducale Italdisc - Distribuzione Ricordi - Edizione Chappell

LA MOSCA
Parole di Roberto Vecchioni
Musica di Renato Pareti


La mosca che cammina sulla mano
se voglio tra un momento non c'è più...
È un pugno in faccia il rosso del divano.
Solo con l'ascensore vado su ...
Di tanto arriva chi mi aggiusta,
pretende quello che pretendi tu,
ma il rubinetto quello nella testa
gocciola sempre e non si ferma più ...
E intanto fanno il bagno a Cesenatico
e i furbi come sempre non affogano ...
Ricordo che gridavo "amore salvami!!!"
E quelli ci ridevano anche su ...
E intanto fanno il bagno a Cesenatico
e i furbi come sempre non affogano.
Mi siedo in mezzo al letto: "amore salvami!!!"
Che puoi salvarmi solamente tu.
Il mondo è un quadro appeso alla rovescia
e per guardarlo stiamo a testa in giù.
La mosca mi è arrivata sulla coscia
e l'aranciata non disseta più... 
E intano fanno il bagno a Cesenatico
e i furbi come sempre non affogano. 
Ricordo che gridavo "amore salvami!!!"
E quelli ci ridevano anche su ...
E intanto fanno il bagno a ... etc.


notti grandi e blu
"Notti grandi e blu" (il retro) è una canzone orecchiabile con, però, delle difficoltà vocali non indifferenti. Infatti ha un'estensione notevole e mi sono dovuto rifugiare nel falsetto per poterla cantare.
Oggi che il falsetto non ce l'ho più (colpa delle sigarette?) avrei qualche difficoltà a cantarla e farei come faccio sempre: abbasserei la tonalità e mi rifugerei nel basso profondo che, naturalmente, possiedo. Tuttavia non credo che farebbe lo stesso effetto.
Il testo di Roberto non era sicuramente tra i più immediati, ma il bello dei retri è proprio la sperimentazione.

Crediti: Registrazione Studio Fonorama - Tecnico del suono Bruno Malasoma - Arrangiamento di Sergio Parisini - Stampato nel 1973 da Ducale Italdisc - Distribuzione Ricordi - Edizione Chappell

NOTTI GRANDI E BLU

Parole di Roberto Vecchioni
Musica di Renato Pareti


Soldatini di cristallo erano i giorni insieme a lei:
spara tu che sparo io.
Farci male com'è bello: ti amo e non ti ho amato mai,
oggi qui domani addio.
Notti grandi e blu,
volevo morire, morire d'amore e invece
giorni chiari e tu, scommetto che il sole lo posso fermare ...
Cos'era lei? Cos'era lei? Proprio nessuna!
Vicino a te la pietra c'è della fortuna.
La chiromante dov'è? Bugiarda e ladra che è,
non era quello , è questo l'amore.
Ci giocava con lo spillo fino dentro al cuore mio ...
tornerà, dicevo io.
C'era il dramma del vitello, figliol prodigo di Dio:
torna lei, ma crepo io.
Notti grandi e blu,
volevo morire, morire d'amore e invece
giorni chiari e tu, scommetto che il sole lo posso fermare ...
Cos'era lei? Cos'era lei? Proprio nessuna!
Vicino a te la pietra c'è della fortuna.
La chiromante dov'è? Bugiarda e ladra che è,
non era quello , è questo l'amore.