Stagione di passaggio

Il pudore ch'era il mio vestito La mosca Dorme la luna nel suo sacco a pelo Stagione di passaggio Chi sarà Donna più donna Alba corallo Jenny Barbie Fino al collo Un altro cielo Zitta zitta Sopravvissuti
Stagione di passaggioCanzone importante, bella e molto programmata da "SUPERSONIC". Come al solito, Roberto Vecchioni tradusse in parole le mie confidenze. Eravamo molto amici in quel periodo e capitava spesso di scivolare su discorsi che normalmente non venivano affrontati con chiunque. D'altronde era stato anche il testimone alle mie nozze con Laura e ci univano molte circostanze. Stagione di passaggio è un momento di sospensione di un rapporto a due; o affrontare la fatica della convivenza o lasciar perdere cercando altrove. Roberto usò molte metafore efficaci nel testo e ne uscì un perfetto sposalizio con la musica. Le chitarre di Andrea Sacchi e Mauro Paoluzzi sono davvero splendide.

Crediti: Registrazione Studio G.R.S - Tecnico del suono Bruno Malasoma - Arrangiamento di Paki Canzi-Mauro Paoluzzi - Stampato nel 1974 da Phonogram -  Edizione Chappell - Chitarre: Andrea Sacchi/Mauro Paoluzzi - Batteria: Ottavio Corbellini - Basso: Antonio De Vecchi - Tastiere: Paki Canzi

STAGIONE DI PASSAGGIO
Parole di Roberto Vecchioni
Musica di Renato Pareti

I fagiani che attendono poco prima del volo,
il respiro del cacciatore, appiattito al suolo;
una rete buttata là si solleva nel vento,
oggi dorme, ma di pescare tornerà il momento.
La mia mano stringe il tuo fucile e le tue reti ancora,
ma ci siamo detti troppo, in poco tempo e quel che viene per noi
è stagione di passaggio,
non amarsi sarebbe anche peggio.
Manca solo la maniera 
d'esser vivi aspettando la sera.
Presi dall'abitudine di un rapporto normale
soffochiamo nell'ironia tutto quel che vale ...
Dammi tempo di scegliere strade nel labirinto
sezionare, revisionare tutto quel che è finto.
La mia mano stringe il tuo fucile e le tue reti ancora,
ma ci siamo detti troppo, in poco tempo
e quel che viene per noi
è stagione di passaggio,
non amarsi sarebbe anche peggio.
Manca solo la maniera d'esser vivi aspettando la sera.



far l'amore parlando d'altro
"Far l'amore parlando d'altro":
(facciata b)
una delle mie più belle canzoni.
E' il racconto di un incontro casuale, dove riescono a convivere eccessi, strategie insolite, indifferenza, fuoco, rimpianti dolore, delusione, ma so-prattutto verità. Straordinario come Roberto sia riuscito a farne della poesia, leggendomi talmente nel profondo al punto che mi commossi addirittura nel cantarla, in sala d'incisione. Ho sempre voluto raccontare nelle mie canzoni ciò che vedevo o vivevo da vicino ed era normale poi esserne coinvolti.
Per la prima volta ebbi anche un produttore della voce: Michelangelo Romano, che già seguiva Roberto ed altri cantautori.

Crediti: Registrazione Studio G.R.S - Tecnico del suono Bruno Malasoma - Arrangiamento di Paki Canzi-Mauro Paoluzzi - Stampato nel 1974 da Phonogram -  Edizione Chappell - Chitarre: Andrea Sacchi/Mauro Paoluzzi - Batteria: Ottavio Corbellini - Basso: Antonio De Vecchi - Tastiere: Paki Canzi

FAR L'AMORE PARLANDO D'ALTRO
Parole di Roberto Vecchioni
Musica di Renato Pareti


Siedi lì con le ginocchia tra le mani
e guardi fuori verso nuvole.
Sei tu quella che faceva da padrona
e adesso tremi e non scherzi più.
Io grande maestro d'indifferenza
ho fatto soffrire persino te.
Io ti ho avuto in mezzo a frasi inconcludenti
su monumenti per non cederti
e intanto tu perdevi la realtà
vedendo colossei o al massimo musei,"amore" mai.
Che hai da dirmi? Sì lo so di averti amato
da disperato ... senza crederci,
ma il dolore se n'è andato con mia madre
e da quel giorno non mi frega più.
Io grande maestro d'indifferenza
so prendere e dare e niente più.
Se la vita è solo un gioco di pazienza,
con tanti senza
viene il giorno in cui non giochi più,
ma poi mi capiti tu ...
La vuoi la verità? La vuoi la verità?
Ti ho amato sì ...