AMA DUNQUE!
(1974)
cantata da Renato Pareti nell'album "Stagione di passaggio"
tutto ad un tratto mi trovo leggero
miracolo per davvero
ora il tuo corpo dapprima severo
ha perso qualsiasi velo
ama dunque, ama dunque è il tuo giorno
ama dunque, ama che ne hai bisogno
e le pareti di tutta l'infanzia
non sono che un "resto mancia"
inibizioni per tante stagioni
e dopo rivoluzioni
chiudi gli occhi, chiudi gli occhi che è un sogno
chiudi gli occhi che ne hai bisogno
sempre più forte divento guerriero
di un mondo che non sapevo
con la paura c'è un conto in sospeso
da tanto ne porto il peso
grida forte grida forte è il tuo giorno
grida forte grida che ne hai bisogno
e finalmente di tanto dolore
non resta che un tepore.
Io stavo dietro a una pianta lontana
stavolta ho gridato "tana!" ...
ama dunque, ama dunque è il tuo giorno
ama dunque, ama che ne hai bisogno
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ASSASSINA MIA
(2008)
cantata da Marco Carta -Pasqualino - Giuseppe
Non ho fatto in tempo a prevedere tutto questo
Troppo bella, troppo facile per me
Ripetutamente nella schiera dei perdenti
Fino al giorno che non ho incontrato te…
Non c'è stato modo di tenere in mano il gioco
Niente acqua sopra al fuoco che sei tu…
E da quel momento mi è sembrato naturale
Farmi incidere sul cuore: I love you…
Assassina mia, tu non hai pietà
Senza scrupoli, hai ucciso la mia libertà…
Assassina mia, fammi quel che vuoi
Perché tu lo sai, non sono stato così bene mai…
Io non faccio a tempo a ricucirmi una ferita
Che già scoppia la tua vita dentro me
E se solo provo a allontanarti, mi si inceppano le dita
Prendo due e pago tre…
Alzi il muso e annusi la mia sete che è infinita
Che si placa solo quando bevo te…
Non ho più difese, ti consegno la mia vita
Ma ti prego non mi chiedere perché…
Assassina mia, tu non hai pietà
Senza scrupoli, hai ucciso la mia libertà…
Assassina mia, fammi quel che vuoi
Perché tu lo sai, non sono stato così bene mai… …
Assassina mia, perché hai scelto me?
Tra le prede che, potevi avere accanto a te…
Assassina mia, non fermarti mai
Fammi vivere, ma solamente quando vuoi…
Colpevolizzato dal piacere del peccato
però faccio solo quello che ti va…
Sono tormentato dal mio cuore sgangherato
Quando penso a tutto quello che sarà…
Assassina mia, tu non hai pietà
Senza scrupoli, hai ucciso la mia libertà…
Assassina mia, fammi quel che vuoi
Perché tu lo sai, non sono stato così bene mai
Assassina mia, perché hai scelto me?
Tra le prede che, potevi avere accanto a te…
Assassina mia, non fermarti mai
Fammi vivere, ma solamente quando vuoi…
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BUONANOTTE ROSSELLA
(1980)
recitato da Renato Pareti
Dormi Rossella, ne avrai bisogno per gli anni che verranno, sai?
Riposa, il tempo non ti basterà più.
Continua a sognare Goldrake ...
certo che io non li capisco questi Goldrake ... Mazinger, Jeeg Robot!
Erano molto più giusti Buffalo Bill, Tex Willer, Kit Carson! ... Ma vuoi
dire che alla mia età sia già fuori tempo, io?
Che corpo piccolo hai ... Se penso che un giorno non lo guarderanno certo
con questi occhi ... ma io t'insegnerò tutto sai? Le tecniche degli uomini
le conosco ... tutti porci, pensano solo a quello! Adesso chissà perché mi
viene in mente l'Africa? Una casa bianca, grande, stile coloniale ...
dentro tante teste d'animali appese al muro e lì il cacciatore con la pipa
in bocca che guarda i suoi trofei con soddisfazione, ti andasse il fumo
per traverso! Oh Dio, fa che non diventi mai un trofeo per nessuno,
neppure per me. Io ce la metterò tutta, bambina mia, per fortuna hai solo
tre anni e mezzo ...
E adesso dormi gioia,ne avrai bisogno per gli anni che verranno: il tempo
non ti basterà più. Lo vedo io che, in fondo, non son vecchio, ma di
giorni ne ho mangiati talmente tanti che già mi sono indigesti. Se fosse
possibile lasciarti un secondo da sola, andare in bagno e con due dita in
bocca, vomitare tutta la vita inutile e ritrovarmi dopo con te a dormire
come non faccio da tempo. Sì ma adesso non esagerare Renato! Tu sei sempre
portato alla tragedia ... in fin dei conti hai un sacco di cose; di che ti
lamenti? Accontentati un pochettino! ... Sì, ma sto mondo ...
Sai, ti vado già cresciuta ... chissà come si porteranno i vestiti allora?
Ti vedo cresciuta e tu che mi dici:- dov'eri allora quando ti cercavo?
Quando avevo bisogno di te?-. Come dov'ero? Il lavoro! La famiglia! Se sei
grande e grossa lo devi anche a ... E' sempre colpa nostra! E' vero, è
sempre colpa nostra. Dormi Rossella, ne avrai bisogno per gli anni che
verranno, le code ai semafori saranno sempre più lunghe e tu non riuscirai
ad arrivare in tempo e allora, giorno per giorno ti agiterai, ti
preoccuperai ... ce la metterai tutta, ma non ce la farai lo stesso e
allora comincerai a chiederti perchè tutti vanno e non ti salutano e dove
vogliono arrivare? E ti rattristerai e lì ...non fare la mia fine:
Ansiolin, Lexotan, Dormipoc ... l'ansia no! Ti prego no! Adesso ci
tagliano anche il petrolio ... quello lì prende la tangente e a noi levano
il petrolio ... ma che mondo! Non è possibile ... come farai ad andare in
giro senza benzina? Oh Dio, ultima mia speranza ... sai io sono un
cristiano da poco ... ti prego solo di sera perché ho paura di morire ...
fa che ciò non avvenga mai, fa che per lei il mondo sia migliore, fa che
un Cristo anche meno bravo del primo, così non lo crocefiggono e ce lo
teniamo noi! ... Un Cristo qualsiasi arrivi presto a darci una mano, a
darci un po' di pace. Cosa stai dicendo adesso? Parli nel sonno?...
Alabarda spaziale?!? Roba da matti! Meglio Tex Willer, Meglio Tex Willer!
Va a letto Renato che sei stanco e ti devi alzare presto domani ... il
lavoro ... già, il lavoro! Buonanotte Rossella ...
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C'INCONTREREMO ANCORA?
(1990)
recitato da Renato Pareti
Viaggiavo, da non so quanto, dentro a un sottomarino allagato: le
acque erano tiepide, calme, sicure. Con il palmo delle mani,
appoggiato alla fronte, mi sorprendevo, spesso, a pensare con te alle
lunghe e faticose sfilate davanti a Mussolini. Quanti anni avevi
allora? ... Dieci? ... Dodici?
Era triste vivere così, vero? Una povera orfanella in collegio ... e
tuo fratello Franco? Anche lui la stessa sorte. Però era bello quando
vi trovavate, a far ginnastica, davanti a lui ...IL DUCE!!! LUI ci
teneva molto.
Tu riuscivi, sempre, a sfilare dalle calze un bastone di pane e lo
passavi a tuo fratello Franco, che aveva sempre più fame di te. Il
sottomarino tremava quando tu pensavi alle tappe della tua giovane
vita e io, che non conoscevo ancora il maremoto, registravo paura e
angoscia. Un giorno, oltre le acque calme e sicure, ho sentito la tua
voce, generalmente canterina, approdare su un tono di delusione e di
tristezza. Diceva:- No! ... Sono troppo giovane ... non abbiamo soldi
... dobbiamo lavorare in due ... come farò io dopo? E' troppo poco
tempo che siamo sposati ... Dovevamo aspettare ...!- Ti eri accorta di
me.
Come mi sono sentito in colpa!
Da allora ho sempre cercato di darti il meno fastidio possibile. Anche
quando mi rigiravo dentro al sottomarino, cercavo di farlo con
discrezione, per non svegliarti ... avevi sempre così voglia di
dormire! Passavano i giorni, i mesi e mi accorgevo di essere stufo di
quel buio; sentivo, dentro di me, come una smania, una voglia di
cambiare. Le pareti del sottomarino mi stavano addosso e, qua e là, si
formavano delle crepe. Ero incuriosito e, al tempo stesso, impaurito.
Percepivo che, presto, sarebbe successo qualcosa di grosso ... ma una
sera, all'improvviso, mentre pensavo, con te, alla cena e aspettavamo
una voce che, spesso, sentivo vicino a te, ti ho sentito dire una
frase:- Spero almeno che sia una bella bambina! ... Sì, spero proprio
che sia così ... almeno non dovrà fare la guerra. E' stato un secondo
maremoto! Ho registrato dentro di me paura e angoscia. Adesso non
avevo più voglia di cambiare. Volevo starmene lì, accoccolato, nel mio
sommergibile crepato, col palmo delle mani, stampato sulla fronte, a
pensare. Un bel giorno e ... chissà se è stato un bel giorno ...sono
stato assalito da una grande paura. Stava succedendo il finimondo: le
pareti del mio sottomarino perdevano acqua dappertutto, sentivo urlare
te, sentivo urlare altre voci, mi sembrava di spostarmi in
continuazione, non capivo più nulla. Ero terrorizzato. Mi son
ritrovato davanti a un foro, un foro piccolo e, così, non riuscendo a
passare, ero ancora più atterrito, perché sentivo che mi sarebbe stato
impossibile ritornare indietro, malgrado lo volessi intensamente...
Non so come sia successo, ma all'improvviso, una forza enorme, che
proveniva da dietro di me, mi ha spinto a tal punto che, non solo
passata la mia testa, ma anche tutto il mio corpo e così ... per la
prima volta ci siamo visti!
A dire il vero io non vedevo proprio niente, ma sentivo tutto e,
subito, ho sentito la tua delusione: - Oh no! ... E' un maschio! ...-
Mi sono sentito in colpa un'altra volta e Dio solo sa quanto avrei
voluto ritornare a galleggiare dentro a quelle acque calme e sicure
del mio sottomarino, ma ...ad un tratto ...tu mi hai preso tra le tue
braccia e hai cominciato ad accarezzarmi e a baciarmi. Che dolcezza ho
provato! E che benessere quelle mani mi procuravano! Mi sentivo sicuro
e la paura era passata. Sentivo di averti deluso, ma tu mi abbracciavi
lo stesso. Che strano! Credo di avere capito da allora che le cose
possono cambiare ... che tutto inizia e poi si modifica e che l'essere
umano, davanti al miracolo della vita, srotola la sua matassa d'amore
e si evolve. Da quel giorno, l'immagine dell'amore sei stata tu: un
amore grande, un amore altalena. Ti ho visto piangere e io ho pianto
con te, ti ho visto ridere a crepapelle e io ... a tenermi la pancia,
ti ho sentita cantare e io a farti il coro ... non ti ho vista morire,
ma per tanto tempo, sono morto con te. Oggi ci sono le televisioni
private e ti sei persa "Dallas", "Dinasty" e "Sentieri" ... sono
sicuro che ti sarebbero piaciuti e, a volte, li guardo ... sorridendo
a te. E' morto anche Rock Hudson, il tuo idolo, quello che aveva ...
una bocca cos" bella! Sai che oggi un suo bacio ha avuto il potere di
scandalizzare l'America? ... Ma non nel senso che intendi tu...! Oggi
ci tirano anche i missili e, forse, mai come in questo momento,
avresti preferito che io fossi una bambina. Oggi ho una bambina, che
mi dà la stessa forza che, a suo tempo, ti ho dato io ... per il solo
fatto di esistere. C'incontreremo ancora?
Non lo so ... ci è dato di sapere così" poco!
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COSE SU COSE
(1992)
cantato da Renato Pareti
"Aah che bello! I tasti neri...formato arrotondato...una
libidine!...Turbo bass generator... puoi ascoltare la radio, le
cassette e...c'ha anche il CD...libidine!"
COSE SU COSE, MANI CURIOSE SMANETTANO, SMANETTANO.
COSE SU COSE, SERE ANGOSCIOSE DISCENDONO, DISCENDONO.
"Sta arrivando un fax, dì che aspettino un po'! Metti 1 2 X... per
la Juve non so..."
CHE PALLE HO! CHE PALLE HO!
"Sarebbe bello farlo adesso qui per terra come porci assatanati,
senza remore e passati di verdura nella testa... quella testa...
che ci pensa...quella testa che fa male...ah! guarda che effetto
digitale...slow motion...strobo...effetto mosaico..."
MA QUANTE TETTE HAI?
SEI TRIDIMENSIONALE AL MASSIMO!
MA VAI...URLA PIU' CHE PUOI
SE REPRIMI SON GUAI, SONO IL TUO SAMURAI.
"Guarda che scena...! Piange, ride...ma perchè io sto con lei?
No!!! Ma questo setame è una crema per le scottature...libidine! E
sotto...? Dai Kim, fammi sentire cosa c'è lì sotto...mmm...le
culottes...no!!! Le autoreggenti no!!! Libidine!
COSE SU COSE... BOCCHE VIZIOSE SI MANGIANO...SI MANGIANO.
COSE SU COSE... LINGUE TORTUOSE S'INFILANO...S'INFILANO.
"Comperiamo i BOT e molliamo i CCT, ti richiamo sul portatile tra
oggi e lunedì...la borsa, la borsa...in mezzo a sto casino io non
trovo più la borsa..."
"Il coupè non c'è, chiamo giù in carrozzeria?"
"No, chiama tutti per un meeting che le azioni di Bruxelles si
elevano...si elevano"
MA QUANTE BOCCHE HAI?
SEI UNA SANGUISUGA ATOMICA...
VORREI RESPIRARE UN PO'
MI TOGLI TUTTO IL FIATO CHE HO...
MA QUANTE PORTE HAI?
SEI UNA MACEDONIA EROTICA
SU DAI, URLA ANCOR DI PIU!
SONO IL TUO PASS-PAR-TOUT...SONO IL TUO PASS-PAR-TOUT...
"La testa, la testa...Dio che mal di testa!
E Anna? Che starà facendo Anna? Se ne starà in pace con nostra
figlia ... mmm ... senza turbo bass generator ... e guarderà la
luna...quando c'era la luna piena, restavamo a fissarla insieme
per ore ed ore ... io mi lamentavo un po' per le zanzare, ma lei
mi dava l'Autan... e poi mi stringeva la mano...mmm...già, la
mano...TUM PA TI TI PAPPA ...
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DA DOMANI
(1990)
cantato da Renato Pareti
Guarda com'è bella la natura...si respira a perdifiato!
Guarda com'è calmo questo mare...fa pensare a Marilù.
Certo che è pazzesco continuare a "tramescare" come un matto...
da domani cambio la mia vita, non mi fregan mica più!
" Un momento... "
" Uèh Brambilla, cosa fa con gli occhi chiusi? "
" Stavo pensando..."
" Dai, dai si sbrighi...che non c'è mica da sfogliar verze qui eh!
Produrre!
Oggi ho da fare, mi devo sbrigare,
non ho neanche il tempo per fare pipì!
Su e giù per le scale...la testa che male!
Fai presto altrimenti ci perdiamo il taxi...ma
da domani cambio la mia vita, voglio smettere di fumare...
smetto anche di bere e...se riesco...di guardare la tv.
Da domani..dieta! Niente auto, solo a piedi e...camminare!
Smetto di arrabbiarmi e quando torno, porto un fiore a Marilù.
So che si commuoverà...so che poi mi abbraccerà
e che un bacio mi darà.
Dolce, si sbottonerà...forte lei mi stringerà
e l'amore si farà...
" Un momento..."
" Uèh Brambilla, ma cosa c'ha in questi giorni...
non sta mica bene...?"
" No, no! Stavo pensando..."
" Dai dai! Se no, non andiamo più a casa qui!
Produrre, produrre! "
Oggi ho da fare, mi devo sbrigare
non ho neanche il tempo per fare pipì.
Su e giù per le scale...la testa che male!
Fai presto altrimenti perdiamo il taxi!...Ma giuro!...
Da domani cambio la mia vita e ritorno a fare l'uomo!
Voglio avere un'orto, un bel giardino, andare in bici e "morta
lì!"
Sì, da domani basta con le corse e un direttore Polifemo,
niente più carriera, gioco a scopa e non ascolto più il tiggì.
"Uè Brambilla, ma allora è un vizio...
vuole che la faccia sostituire?
Ci metto poco sa io! Sa quanti vorrebbero essere al suo posto?
Ma non ci pensa lei alla sua famiglia?...
Con tutta la disoccupazione che c'è in giro...
Un po' di senso di responsabilità...
Ma lo sa che dobbiamo produrre qui?
Ma lo sa che dobbiamo produrre qui?
Ma lo sa che dobbiamo produrre qui?"
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DOLCEMENTE BAMBINA
(1976)
cantato da Santino Rocchetti
Ora piangi e per me
sei dolcemente bambina
e capisco perché
vorresti uscire di scena:
per te l'amore è poesia
detta in buone maniere
un fiore un gesto
tramonti rosa e mari blu.
Ma stasera non ho
parole dolci nel cuore,
questa sera non so
parlarti bene d'amore.
Vorrei gridarti, lo sai che
sto mondo va male??
Dimenticare,
lasciare tutto dietro me.
Ora dici di sì,
sei dolcemente bambina ...
E rimani così,
tanto non vale la pena!
Almeno tu con la tua
innocente poesia
puoi far l'amore
tra monti rosa e mari blu ..
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DORME LA LUNA NEL SUO SACCO A PELO
(1974)
cantato da Renato Pareti
DORME LA LUNA NEL SUO SACCO A PELO
NELLA SUA TENDA BUIA DORME IL CIELO
FACILE PENSARE A TE SELVAGGIA DONNA AMATA DAGLI ORSI BRUNI
TU COI TUOI DISCORSI STRANI CHISSÀ DOVE SEI….
DORME LA SENTINELLA SI SVEGLIA E DORME
SOGNA IL CONGEDO IL MARE E TANTE DONNE
FACILE PENSARE A TE E A QUELL'AMORE SANO CHE FACEVAMO
DIO COM'ERI BELLA, TANTO DA MORIRNE SAI
E LONTANO, LONTANO LONTANO
LE STELLE SI DANNO LA MANO
LONTANO LONTANO …
DORME IL CONTRABBANDIERE DEL PIANO DI SOPRA
DI TANTE MARCHE NON NE HA PIÙ UNA STECCA
FACILE PENSARE A TE LEGGIADRA AMANTE E DAMA DI COMPAGNIA
TU CHE IN AVARIA NON SEI CAPITATA MAI
E LONTANO, LONTANO LONTANO
LE STELLE SI DANNO LA MANO
LONTANO LONTANO
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DORME L'ANNIVERSARIO DEI NOSTRI SOGNI
QUELLI MAI DETTI IN TANTE MIE CANZONI
COME NON PENSARE A TE GIUSTIFICANDO TUTTO, PURCHÉ TU TORNI
VEDI, LA DISPERAZIONE NON RAGIONA MAI …
E LONTANO, LONTANO LONTANO
LE STELLE SI DANNO LA MANO
LONTANO LONTANO
LE STELLE SI DANNO LA MANO
LONTANO, LONTANO
LE STELLE SI DANNO LA MANO
LONTANO, LONTANO
LE STELLE SI DANNO LA MANO
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FINO AL COLLO
(1979)
cantato da Renato Pareti
Mi dici che non ne puoi più ...
lo dici a me che vorrei essere un bantù,
ma forse è scomodo girare per la giungla senza un drink
e allora c'è che resto qui.
Barabba blu, Scaramacai ...
non so più neanche cosa dico amore mio, oh Dio ...
ce ne son tanti che non sanno cosa dicon più di me,
per uno in più che male c'è?
Io non so chi ha ragione oppure no,
ma ci troviamo nella cacca fino al collo.
Io, tu noi, son compresi anche gli eroi,
navighiamo nella cacca fino al collo.
C'è un mio amico sorridente, che mi dice"buonanotte!
Non pensarci che non cambia proprio niente",
ma c'è anche "2 novembre" che con aria da civetta
vede solo come pasto una michetta.
Io non so chi ha ragione oppure no,
ma la puzza sta salendo sempre più.
Non parli più, non parlo più,
però in compenso ci vediamo le tv,
così impariamo tante cose sbrindolati sul sofà,
contento me, contenta tu ...
Ci fossi tu, Gesù, Gesù ...
saresti pronto per la Croce ancor di più,
vorrei parlarti di persona, consultarmi un po' con te,
non prego mai non prego più.
Io non so chi ha ragione oppure no,
ma ci troviamo nella cacca fino al collo.
Io, tu noi, son compresi anche gli eroi,
navighiamo nella cacca fino al collo.
Forse un modo ci sarebbe per calmare la bufera:
rimboccarci mani e piedi, tutta forza avanti!
Ma il problema è sempre uguale ... chi comincia? Tu, per primo!
E' più facile convincere un bambino.
Io non so chi ha ragione oppure no,
ma la puzza già si sente fin quassù.
Io non so chi ha ragione oppure no,
ma ci troviamo nella cacca fino al collo.
Io, tu noi, cantautori e parolai,
tutti quanti nella cacca fino al collo.
E la cosa più spaziale è che c'è rassegnazione,
solo in questo siamo insieme, bella comunione!
Colpa nostra, colpa a destra, colpa a manca, colpa, colpa!
Non viviamo certo meglio della talpa ...
Io non so chi ha ragione oppure no,
ma la puzza è già arrivata fin quassù.
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LÁ
(1974)
cantato da Renato Pareti
Là le colline s'infiammano.
Là brucia tutto chi sono io?
Là non si fanno più miracoli,
là è finito tutto il male mio.
Là non vorrei più tornare io,
là siamo stati felici noi,
là resta il tempo delle favole,
là tutto da dimenticare, dio!!!.
Ecco l'altro, ecco un uomo;
nasco un'altra volta io.
Quanto male,
quanto bene fuori e dentro me!
Tu fammi credere ancora un po',
tu vieni piano nel cuore mio,
tu mi conosci e si chi sono io:
io sono quello che non va a New York.
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Quanto male, quanto bene fuori e dentro me!
Tu fammi credere ancora un po',
tu vieni piano nel cuore mio,
tu mi conosci e si chi sono io:
io sono quello che non va a New York.
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PARLAMI ANCORA
(1990)
cantato da Renato Pareti
Di questo mondo così buttato all'aria cosa mi rimane?
Questa tua voce di festa che s'incontra coi miei pensieri...
dimmi...
sei anche tu un numero sfiatato che non sa dove andare...
verso quale direzione rifugiarsi il cuore?
Attilio dice che i buoni muoiono prima, accidenti a lui!
Che non bisogna mai lasciarsi superare da nessuno...
e che, comunque, il tempo si fotte piano, piano,
a forza di rughe, tutto quanto l'entusiasmo...balle!
Inventiamoci una calamità improvvisa di affetto e comprensione
che riesca a fare impallidire anche i potenti...
un'assurda situazione di altri tempi,
che ci metta in condizione di respirare adagio...
Ti prego! Parlami, stringimi, toccami, parlami ancora...
che finisco col sentirmi preso, preso per davvero.
Sì, soprattutto tu parlami, parlami, parlami, parlami ancora...
che il tuo fiato sui miei occhi fa cadere, fa cadere il grande muro.
In questo mondo così affollato di bisogni e di bersagli, parlare fa bene.
E' l'unico satellite umano che rimbalzi da cuore a cuore...
Approfittane! Che questa sera mi sento vuoto, spompato
o forse sono solo pieno come un pallone.
Ma lo sai che oggi mi hanno detto quaranta volte almeno cosa dovrei fare?
E' normale consigliare, consigliare...tutti quanti sanno cosa mi farebbe
bene!
Ma se ho dato retta loro fino a ieri,
perchè ho dentro un urlo che non riesce a venir fuori?
Ti prego! Parlami, parlami, parlami, parlami ancora...
che finisco col sentirmi grande e forse cresco davvero.
E soprattutto tu parlami, parlami, parlami, parlami ancora...
che il tuo fiato sui miei occhi fa cadere, fa cadere il grande muro.
Ti prego! Parlami, stringimi, toccami, parlami ancora...
che finisco col sentirmi bello, bello bello davvero.
Sì, soprattutto tu parlami, parlami, parlami, parlami ancora...
che il tuo fiato sui miei occhi fa cadere, fa cadere il grande muro.
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PECOS BILL
(1976)
cantato da Homo Sapiens
Ora giocano, puoi venire qui ...
ti sarai distrutta ormai;
non è perché ho voglia io,
ma se potessi un po' ...
Quanto tempo è che non ti amo più,
stai con me amore mio,
non è così che voglio anch'io ...
tra un pellerossa, un aeroplano, un aquilone ...
Ma tu dormi già
ed è un peccato risvegliarti,
disturbare proprio te,
per far l'amore pressappoco
e quando viene sera,
l'ora della preghiera ....
non mi sento più di riprovarci ancora.
Non è facile dirti "amore mio",
quando c'è qui dentro me
la nostalgia dei giorni in cui
potevo andare, dire, fare, amare amare ....
Ma tu dormi già,
e Pecos Bill ha vinto ancora su di me
e ... io vorrei per una volta far l'indiano ...
ma intanto viene sera,
l'ora della preghiera:
non mi sento più di riprovarci ancora.
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SERENITÁ
(1975)
cantato da Homo Sapiens e Renato Pareti
Cade la pioggia sui pascoli
e la giornata si ferma qui.
Mi viene voglia di star con te,
mettiti a letto vicino a me.
Per un attimo giochiamo a far gli amanti,
non ci costa niente ...
serenità,
serenità,
serenità con te.
Giorni d'estate che passano,
giorni d'autunno che arrivano;
torna alla mente la fabbrica,
le autolettighe , la polizia.
I tuoi occhi sono chiusi,
la tua pelle, la tua bocca, io ...
serenità,
serenità,
serenità con te.
Dopo l'amore si fuma un po',
penso che i soldi finiscono ...
tanto a Milano c'è il Duomo che
guarda dall'alto la Lombardia,
ma stasera non vorrei pensarci:
piove sopra i pascoli ...
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SOTTO LA SOTTOVESTE
(1990)
cantato da Renato Pareti
Sotto la sottoveste si respira una vita agreste
ci sono lupi che osservano e pecorelle che belano.
Sotto la sottoveste c’è un mistero dalle tinte miste
dove le somme non quadrano e i bucaneve non durano.
Sotto la sottoveste ampie zone tumultuose e meste
danno l’assedio alla logica quando si fa matematica.
Io ci sto a cimentarmi con la tua pantera rosa,
io ci sto a fare scempio dei tuoi candidi bucati,
io ci sto a demolire ogni tua piccola difesa,
io ci sto ad annebbiarmi la coscienza per un po’.
Sotto la sottoveste vive un mondo di culture miste
dove le lingue s’incontrano e per magia si comprendono.
Sotto la sottoveste si organizzano convegni e feste
dove i confronti si sprecano e gli argomenti si esaltano.
Io ci sto a regalarti le mie ingorde cupidigie,
io ci sto a setacciarti per scoprire i tuoi tesori,
io ci sto ad accollarmi tutte quante le franchigie,
io ci sto a far brillare ogni mia singola virtù.
Sotto la sottoveste si fan guerra numerose orchestre
e i direttori si alternano per un finale più magico.
Sotto la sottoveste siamo usciti dalla Pentecoste
mentre le lucciole brillano ed i ranocchi gorgogliano.
Io ci sto...io ci sto...
Ancoooora?!?!
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TORNERAI TORNERO'
(1975)
cantato da Homo Sapiens e Sandpipers
La piazzetta del mercato è ancora là,
le magliette sono uguali a un anno fa,
mi ricordo che la volevi tu
quella con "ti amo" scritto su.
Con gli amici passo il tempo solo un po'
e se chiedono ridendo con chi sto
io rispondo che amo sempre te,
che da un momento all'altro arriverai ...
Tornerai tornerò ...
col tempo non si può scommetter mai
e quello che succede non lo sai,
ti perdo ad ogni giorno sempre un po'.
Tornerai tornerò ... ridicolo pensarci amore mio,
al primo incontro è stato già un addio ...
Tornerai tornerò ...
Ti ricordi il prato della ferrovia?
Rotolavi sporca d'erba e d'allegria,
erano le sei io ti ho chiesto "vuoi?"
poi cantavi nel venire via …
Tornerai tornerò ...
col tempo non si può scommetter mai
e quello che succede non lo sai,
ti perdo ad ogni giorno sempre un po'.
Tornerai tornerò ... ridicolo pensarci amore mio,
al primo incontro è stato già un addio ...
Tornerai tornerò ...
la piazzetta del mercato è ancora là ...
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