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La Mosca (E intanto Fanno il bagno a Cesenatico)

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LA MOSCA
Parole di Roberto Vecchioni - Musica di Renato Pareti

La mosca che cammina sulla mano
se voglio tra un momento non c'è più...
È un pugno in faccia il rosso del divano.
Solo con l'ascensore vado su ...
Di tanto arriva chi mi aggiusta,
pretende quello che pretendi tu,
ma il rubinetto quello nella testa
gocciola sempre e non si ferma più ...
E intanto fanno il bagno a Cesenatico
e i furbi come sempre non affogano
Ricordo che gridavo "amore salvami!!!"
E quelli ci ridevano anche su ...
E intanto fanno il bagno a Cesenatico
e i furbi come sempre non affogano.
Mi siedo in mezzo al letto: "amore salvami!!!"
Che puoi salvarmi solamente tu.
Il mondo è un quadro appeso alla rovescia
e per guardarlo stiamo a testa in giù.
La mosca mi è arrivata sulla coscia
e l'aranciata non disseta più...  
E intanto fanno il bagno a Cesenatico
e i furbi come sempre non affogano.
Ricordo che gridavo "amore salvami!!!"
e quelli ci ridevano anche su
E intanto fanno il bagno a Cesenatico
e i furbi come sempre non affogano ...
Mi siedo in mezzo al letto:
"amore salvami!!!"
Che puoi salvarmi solamente tu!  

La mosca

( sarebbe stato meglio intitolarla "E intanto fanno il bagno a Cesenatico", errori di gioventù)

fu una canzone di rottura per quei tempi e partecipò a "Un disco per l'estate" del 1973 con le parole di Roberto Vecchioni.
Il linguaggio del testo, vagamente surrealista, un po' alla Woody Allen, la musica influenzata da Gilbert O' Sullivan e dai Beatles, miei idoli di sempre, la rendevano impegnata e al tempo stesso commerciale.
Se avesse avuto la possibilità di una buona promozione oltre al Disco Estate, credo che, probabilmente si sarebbe piazzata ai primi posti della classifica, ma non riuscii mai ad eseguirla in TV e così rimase un potenziale successo.

Ho due bruttissimi ricordi a proposito di questa canzone: il primo perché, per questioni discografiche, fui costretto a cantarla qualche giorno dopo la morte improvvisa della mia giovane mamma e il secondo, perché ricordo ancora oggi i fischi che mi sono beccato al Festival del Club Tenco.

I comunisti di quell'epoca erano davvero intolleranti a qualsiasi forma di orecchiabilità.

Unica nota positiva, il sostegno di Francesco Guccini e la sua manona sulla mia spalla.
Quando la canto in serata, trovo ancora oggi molte persone che la ricordano e la
canticchiano.
Fa parte del mio primo album "Dal mio lontano".  
Ne fece una versione dolcissima per il mercato francese Gigliola Cinquetti:  "Un clune sur une eglise"

 
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