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Renato Pareti

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Bel Nanin

VICOSOPRANO > IL MIO VICO
... più o meno ero come in queste foto quando arrivai per la prima volta a Vico ... a piedi dal Ponte Doria e in braccio alla mia mamma. Da allora fino ai cinquant'anni, ogni estate sono ritornato a passarci parte delle mie vacanze.
Mi hanno raccontato che da bambino ero abbastanza vivace e tremendo: sgaiattolavo fuori di casa e ogni tanto mi perdevo. Una volta rimasi intrappolato in mezzo alle ortiche e non riuscivo più ad uscirne. Un'altra, all'età di sette anni, mi alzai alle quattro e dissi che dovevo andare per legna. Arrivai fino alle Moeggie e siccome non si decideva a fare giorno, pensai diportare a casa, rubandoli, tutti i frasconi che trovavo. Quando mi vide la nonna me ne disse da vendere e da spendere.
Dormivo con lo zio Angiolino e siccome si alzava sempre prestissimo, non mi andava di rimanere da solo nel letto; così mi alzavo anch'io e ogni mattina me ne inventavo una da combinare.
Che bei tempi!! Ad agosto appena i miei genitori scendevano dalla corriera, lo zio Cantun leggeva loro il Vangelo: tuo figlio ha fatto questo e quest'altro.
Papà Colombo rideva, mentre mia mamma mi sgridava per due minuti e poi mi abbracciava dicendo: -Carra il mio bel nanin! Quanto mi sei mancato!-
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