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Luci a San Siro

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LUCI A SAN SIRO - Parole di Roberto Vecchioni -  Musica di Roberto Vecchioni

Hanno ragione, hanno ragione: mi han detto -E’ vecchio tutto quello che lei fa, parli di donne da "buon costume" di questo han voglia se non l’ha capito già- e che gli dico? -Guardi non posso io quando ho amato, ho amato dentro gli occhi suoi, magari urlando tra le sue gambe, ma ho sempre pianto per la sua felicità!-
Luci a San Siro, di quella sera, che c’è di strano siamo stati tutti là; ricordi il gioco dentro la nebbia? -Tu ti nascondi e se ti trovo ti amo là- Ma stai barando, tu stai gridando, così non vale, è troppo facile cosìtrovarti, amarti, giocare il tempo sull’erba morta con il freddo che fa qui.
Ma il tempo emigra, m’han messo in mezzo non son capace più di dire un solo "no" ti vedo e a volte ti vorrei dire: -Ma questa gente intorno a noi che cosa fa? Fa la mia vita, fa la tua vita, tanto doveva prima o poi finire lì: ridevi e forse avevi un fiore, non t’ho capita, non mi hai capito mai.
Scrivi Vecchioni, scrivi canzoni, che più ne scrivi e più sei bravo a far "danè", tanto che importa a chi le ascolta se lei c’è stata o non c’è stata e lei chi è? Fatti pagare, fatti valere, più abbassi il capo e più ti dicono di sì e se hai le mani sporche che importa? Tienile chiuse, nessuno lo saprà.
Milano mia portami via: fa tanto freddo, ho schifo e non ne posso più, facciamo un cambio, prenditi pure quel po’ di soldi, quel po’ di celebrità, ma dammi indietro la mia seicento i miei vent’anni e una ragazza che tu sai... Milano scusa ... stavo scherzando ...luci a San Siro non ne accenderanno più.

Ho conosciuto Roberto all' Aeroclub di Linate durante il servizio militare: io ero già un "nonno" e lui una "burba".
Gli feci sentire le mie prime composizioni nella Cappella dell'aeroporto, accompagnandomi col suono dell'organo. Gli piacquero molto e cominciammo a collaborare alle Edizioni Chappell, sotto la guida della Signora Dina Piattoli, una delle persone più pulite e buone che abbia incontrato nell'ambiente della musica.
Dal 1970 al 1975 abbiamo composto insieme una cinquantina di canzoni e ho avuto la fortuna di produrre i suoi primi tre album come cantautore.
La sua grande forza era l'emozione che sapeva creare accompagnandosi con quattro accordi alla chitarra. Egli riusciva sempre a cantare per sé prima che per gli altri, indipendentemente dal numero degli spettatori.
E' stata un grande incontro per me e, anche, una strana amicizia.  Ora non ci vediamo, né ci sentiamo più. Non ci sono stati motivi particolari...  Si cambia e le strade si dividono.  Comunque, ricordo il nostro sodalizio come uno dei momenti più belli della mia vita artistica e personale.
E' stato anche il mio testimone di nozze... Abbiamo condiviso gioie altissime e dolori profondi.  Ancora oggi, spesso sogno che lui arriva e in un batter d'occhio mi scrive un testo.  Ho conosciuto la sua genialità incoerente e vivace, come forse pochi che lo hanno frequentato e lo ringrazio per avermi aiutato a vivere di musica.

 
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